mercoledì 13 aprile 2022

Epatite di origine ignota, scatta l'allarme: decine di casi tra i bambini. «Rischio trapianto di fegato»


 


Scatta l'allarme in Europa per alcuni casi di epatite acuta di origine ignota che sta colpendo i bambini. 




L'allarme arriva dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che ha suggerito ai medici di segnalare e condividere le informazioni sui casi di questo tipo in bambini fino all'età di 16 anni. Nel Regno Unito ci sarebbero già una sessantina di casi, mentre in Spagna ne sono stati riportati tre, secondo quanto scrivono i principali quotidiani iberici.



«I medici sono incoraggiati a segnalare casi di epatite acuta in bambini fino all'età di 16 anni con transaminasi sierica, in cui l' epatite da A a E è stata esclusa, agli Istituti Nazionali di Sanità Pubblica», scrive in una nota l'Ecdc. «Alcuni dei bambini ricoverati in ospedale in Inghilterra sono risultati positivi per SARS-CoV-2 e altri per adenovirus - si legge nella nota -, al momento non esiste una chiara connessione tra i casi segnalati. Non è nota alcuna associazione con il viaggio».



Tutti e tre i casi in Spagna, riporta tra gli altri El Mundo, sono sotto trattamento in un ospedale di Madrid. I tre pazienti sono bambini di età compresa tra i 22 mesi e i sette anni. Uno ha avuto bisogno di un trapianto di fegato. Tutti e tre hanno avuto un'evoluzione clinica «favorevole». In Inghilterra, ci sono circa 60 casi sotto inchiesta, la maggior parte dei quali in bambini di età compresa tra 2 e 5 anni. Alcuni casi sono progrediti in insufficienza epatica acuta e hanno richiesto il trasferimento a unità epatiche pediatriche specializzate. Un piccolo numero di bambini ha subito un trapianto di fegato. 




«È noto che alcune infezioni virali, tra cui il Covid-19, possano provocare delle epatiti, ma quello che si è verificato nel Regno Unito non è solo infiammazione passeggera del fegato, bensì una vera e propria insufficienza epatica acuta che ha portato in alcuni casi a trapianti di fegato», commenta all'ANSA Antonio Gasbarrini, ordinario di Medicina Interna all'Università Cattolica e Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche presso la Fondazione Gemelli Irccs di Roma. «Ne sono stati segnalati 50 casi in Inghilterra e 10 in Scozia in due mesi e rispetto alla rarità con cui normalmente si verifica questo evento, rappresentano un numero abnorme. Quindi la situazione è preoccupante a prescindere da un possibile, e per ora non dimostrabile, collegamento con il Covid-19».



Ogni volta che le transaminasi si alzano è un' epatite, precisa l'esperto, «ma questo può avvenire per diverse cause e, nella maggior parte dei casi, non è rilevante. Diversa è l' epatite con insufficienza d'organo, come quelle che si sono verificate in bambini e adolescenti nel Regno Unito, e che può portare a trapianto di fegato: questi sono eventi rarissimi e ancor più rari in fasce di età molto giovani, come quelle interessate nel Regno Unito». I casi registrati, aggiunge «non sono inoltre legati a epatiti virali note, come A,B,C,E. In alcuni casi hanno trovato una positività a adenovirus o a Sars-Cov-2 e il warning è elevato, tanto che il Regno Unito parla di minaccia di salute pubblica».



Il documento della UK Health Security Agency del 6 aprile scorso, chiede di sensibilizzare i pediatri a tenere alta l'attenzione e suggerisce una lista specifica di esami da fare in bambini che possano presentare sintomi sospetti. «Fortunatamente - conclude Gasbarrini - non abbiamo finora casi segnalati in Italia, ma non possiamo escludere che non si verifichino da un giorno all'altro. Quindi dobbiamo alzare il livello di attenzione nella classe medica, come il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ci invita a fare». 

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