lunedì 6 marzo 2023

Scuolabus travolge e uccide un bambino di un anno mentre effettua la retromarcia: il piccolo stava seguendo la sorellina





Un bambino di un anno e mezzo è stato travolto e ucciso stamani da uno scuolabus mentre stava effettuando una manovra in retromarcia: il piccolo stava seguendo la sorellina. 

L'incidente drammatico è avvenuto a Casette d'Ete, in provincia di Fermo: il bambino è finito sotto lo scuolabus.


Le indagini sono ancora in corso per cercare di ricostruire la dinamica di un incidente che ha sconvolto tutta la comunità e le persone in quel momento presenti sul luogo della tragedia. Non sarebbero finora emersi elementi a carico del conducente e anche i test e gli accertamenti sarebbero negativi.

Il bimbo sarebbe stato urtato dallo scuolabus durante una manovra di retromarcia: sul posto è intervenuta la Croce Azzurra di Porto Sant'Elpidio ma quando è giunta sul posto purtroppo per il piccolo non c'era più nulla da fare. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Porto San'Elpidio.


uno scuolabus a Fermo. Due giorni fa il gravissimo incidente nel trevigiano dove hanno perso la vita le due giovanissime ragazze a causa della velocità e della disattenzione. Aumentano le stragi sulle strade italiane». È quanto afferma l'avvocato Domenico Musicco, presidente di Avisl Onlus (Associazione Vittime Incidenti Stradali, sul Lavoro e Malasanità) che chiede un incontro con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.

«Un incontro urgente con il ministro insieme a una delegazione di familiari delle vittime di incidenti stradali, affinché si metta mano finalmente al Piano Marshall per le strade che stiamo chiedendo da tempo - aggiunge Musicco -. Dall'inizio dell'anno il numero dei pedoni morti investiti è aumentato in maniera esponenziale: 87 contro i 58 del primo bimestre del 2022. Le regioni meno virtuose Lazio, seguita da Lombardia ed Emilia Romagna. Ci sono aree, come il Veneto, dove la mortalità è altissima, e si registra quasi il 10% di tutte le vittime italiane.

Territori, come alcune arterie della Capitale, che andrebbero presidiati costantemente perché regolarmente, ogni anno, si contano numerosi morti. Non è possibile rimandare ulteriormente alcuni provvedimenti tesi a rendere più sicure le nostre strade».

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