sabato 5 agosto 2023

Kata scomparsa a Firenze, arrestato lo zio: faceva parte del racket degli affitti. Genitori perquisiti. Rapita per il raid punitivo?


 


La squadra mobile ha arrestato lo zio di Kata, la piccola peruviana scomparsa il 10 giugno scorso. 




Assieme a lui, Abel Alvarez Vasquez, in carcere sono finiti altri tre uomini: sono accusati di essere tra i responsabili del raid punitivo contro due persone che si sarebbero rifiutate di pagare le stanze dell’ex hotel Astor.

Contemporaneamente i carabinieri hanno perquisito i familiari della bambina, compresi la mamma e il padre che non sono indagati: si tratta di una «perquisizione presso terzi».




La procura, per i 4 arrestati, ipotizza i reati di tentato omicidio, lesioni, tentata estorsione ed estorsione

La vicenda risale al 28 maggio scorso quando una persona fu defenestrata dall’ex hotel Astor, dove da alcuni mesi ci sarebbe stata una specie di commercio delle stanze. Il primo intervento è stato quelle delle volanti, che quella notte intervennero dopo le richieste di soccorso da parte delle presunte vittime. «Mi stanno per ammazzare», gridava qualcuno di loro al telefono.  



Al centro dell’inchiesta della squadra mobile che ha portato lo zio della bambina in carcere ci sono diversi episodi. Compreso quello di una vittima che sarebbe stata incontrata dall’uomo nei mesi scorsi: Abel Alvarez Vasquez – questo il nome del parente dei Kata – avrebbe minacciato di buttar fuori un occupante dalla stanza. La vittima era in compagnia della propria figlia di appena 11 anni. 




Ogni camera costava - secondo gli inquirenti- dai 600 ai 700 euro. L' avvocatessa Elisa Baldocci, legale dello zio di Kata, spiega: «Mi limito a rilevare che il procedimento penale aperto nei confronti del mio assistito riguarda un caso diverso dal caso del rapimento. È indagato per altri fatti, non perché ha in qualche modo ha a che fare col rapimento della bambina».

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