lunedì 6 novembre 2023

Virus sinciziale, isolato a Roma il primo caso su un neonato di 3 mesi: cos'è, sintomi, come si cura


 


«È stato appena isolato il virus respiratorio sinciziale in un bimbo di 3 mesi al Policlinico Umberto primo di Roma. È il primo caso della stagione nel nostro Paese». 


A darne notizia all'Adnkronos Salute è Fabio Midulla, presidente della Società italiana di malattie respiratorie infantili (Simri). Due giorni fa, sempre nel policlinico romano, il virus era già stato osservato in una bambina di 2 mesi, «ma si trattava di una bimba proveniente dalla Danimarca, un caso importato quindi», specifica il pediatra.


Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è un agente virale ubiquitario, altamente contagioso. È la causa principale della bronchiolite (infiammazione che coinvolge le più piccole diramazioni bronchiali) e della polmonite nei bambini di età inferiore ai due anni. Nei prematuri o in presenza di una malattia polmonare cronica, patologie cardiache o neuromuscolari, l’infezione da VRS può causare gravi complicazioni respiratorie, pericolose per la vita. In generale, quasi tutti i bambini contraggono l’infezione, nei primi 4 anni di vita. 


Il contagio non rende completamente immuni, pertanto sono possibili casi di reinfezione, che solitamente si presentano in forma lieve. Il virus sinciziale è altresì in grado di attaccare gli adulti e i bambini più grandi, tuttavia in costoro risulta meno aggressivo. Solitamente genera una malattia respiratoria leggera che non necessita di specifici trattamenti farmacologici. Si diffonde principalmente nel periodo invernale, in forma epidemica (esattamente come l’influenza), tra novembre e aprile, con un picco nei mesi di gennaio, febbraio e marzo. La via di trasmissione primaria è quella aerea, tuttavia può essere trasmesso anche mediante contatto diretto con il materiale infetto e le secrezioni nasali contenenti il virus.


Come si riconosce l’infezione? Nella maggior parte dei casi, si presenta in forma lieve, sia negli adulti, sia nei bambini. Alcune volte può passare del tutto inosservato.I sintomi principali ricordano quelli del raffreddore. Iniziano a manifestarsi 4/6 giorni dopo il contatto col virus e si risolvono in genere in 7/15 giorni, senza cure particolari. E sono: Rinorrea (naso che cola), Tosse, Faringite, Otite, Mal di gola,Astenia



Nei casi in cui l’impatto del VRS è più severo e coinvolge le basse vie respiratorie (per lo più nei minori di 2 anni e nei prematuri), causando bronchioliti e polmoniti, i sintomi sono i seguenti: Tosse insistente, Febbre, Affanno, Sibili respiratori, Momenti di apnea, Rifiuto dell’alimentazione.



La diagnosi del virus sinciziale si effettua mediante tampone molecolare, al fine di identificare il patogeno nelle secrezioni respiratorie. I sintomi da soli non sono sufficienti per fare una diagnosi, tuttavia il periodo dell’anno e la presenza del virus all’asilo possono costituire validi indizi.



Il trattamento del virus sinciziale nelle forme non complicate è di tipo sintomatico. Negli adulti e nei bambini oltre i due anni vengono adottati gli stessi rimedi utilizzati per l’influenza, ovvero antipiretici, antinfiammatori e mucolitici. In determinate situazioni, il medico può prescrivere anche un antibiotico. Nelle forme severe infantili o neonatali, l’approccio terapeutico è differente. In presenza di bronchioliti e polmoniti, può essere necessario l’impiego di cortisonici, ossigeno e alimentazione supplementare tramite sondino.

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