sabato 16 novembre 2019

PAVOR NOCTURNUS: QUELLA PAURA CHE COGLIE I BAMBINI DI NOTTE


Cos’è il Pavor Nocturnus

Il Pavor Nocturnus (terrore notturno) conosciuto anche come disturbo da terrore nel sonno è un’alterazione qualitativa del sonno ed avviene in maniera improvvisa e inaspettata.

Come si manifesta?


Il bambino si solleva dal letto, piange ed urla in modo spropositato e non sembra reagire a nessun richiamo dei genitori per calmarlo. Nella maggior parte dei casi ha gli occhi sbarrati ma non vede chi ha di fronte, altre volte invece può restare con gli occhi chiusi.
Più si tenta di consolarlo e più reagisce con maggiore terrore.
Altre reazioni sono una sudorazione eccessiva, tachicardia e rigidità muscolare che si mantiene per l’intera durata dell’attacco che può andare da pochi minuti a più di mezz’ora; terminata la crisi il bambino si rilassa e riprende a dormire come se nulla fosse accaduto.
Il Pavor Nocturnus non deve essere confuso né con l’incubo ( che è un tipo di sogno che si presenta in modo angosciante e a volte è accompagnato da una sensazione di oppressione al petto e/o da difficoltà respiratorie ) né con il sonnambulismo (che è un disturbo del sonno caratterizzato da attività motorie semplici o complesse) ma è una vera crisi di terrore nel sonno durante la quale anche se il bambino sembra sveglio, in realtà non lo è. Per questo non reagisce a nessun tipo di stimolo esterno.
Bisogna perciò essere informati sul come comportarci nel caso in cui ci troviamo ad affrontare una situazione del genere.

Cosa fare?

Al contrario dell’istinto materno che naturalmente ci porterebbe ad abbracciare e cullare il bimbo dobbiamo assolutamente evitare di toccarlo e prenderlo in braccio perché non faremmo altro che aumentare il terrore.
Dobbiamo invece avvicinarci a lui e parlargli dolcemente all’orecchio per aiutarlo a calmarsi e tornare a dormire sereno.

Se sono eventi isolati non bisogna preoccuparsi del pavor nocturnus perchè essendo una perturbazione non patologica del sonno è piuttosto frequente (circa 3 % nei bambini, un pò meno nelle bambine) e di solito compare tra i 2 e i 12 anni, per andare poi a scomparire in adolescenza.
Non è collegato a nessun significato o causa patologica che sia neurologica, psicologica, affettiva o relazionale e non porta nessuna conseguenza immediata o negli anni successivi.


Si presenta nella fase di sonno profondo perciò di solito nel primo terzo della notte, lasciando amnesia parziale o totale perciò senza nessuna ripercussione sulla serenità del bimbo nel resto della giornata.
Questo perchè in realtà lui stava continuando a dormire anche durante la crisi, è per questo che non deve essere svegliato nel momento in cui si manifesta; in quest’ultimo caso ricorderebbe qualcosa ma più della fase del risveglio che della crisi stessa.

E’ importantissimo conoscere il Pavor Nocturnus e saperlo riconoscere perchè come tutte le cose delle quali siamo all’oscuro nel momento in cui si manifestano la nostra paura e reazione potrebbe essere più esagerata di quanto realmente dovrebbe accadere.
Ovviamente non dico con questo che dobbiamo sottovalutare le situazioni che ci si presentano, parliamone sempre anche con il pediatra e notiamo più che altro la frequenza con cui questi disturbi del sonno si presentano.
Sicuramente non sarà facile vedere il nostro bimbo nel pieno della notte agitarsi, urlare e non poter intervenire in modo drastico ma dobbiamo rasserenarci del fatto che non è nulla di “grave” e che il piccolo non ricorderà nulla la mattina dopo!

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