martedì 3 dicembre 2019

E' POSSIBILE RIMANERE INCINTA DURANTE L'ALLATTAMENTO?




Nel periodo post parto il corpo di una donna si riprende pian piano i suoi ritmi, compreso il
ciclo mestruale. Questo processo ha tempi diversi da persona a persona. In particolare nelle donne che allattano il ciclo potrebbe tornare dopo diversi mesi, anche dopo più di un anno. Generalmente, nei primi 40 giorni dopo il parto si manifestano delle perdine di sangue (lochiazioni) che non vanno confuse con il primo ciclo, il capo parto.


Inoltre molte donne credono di non essere fertili, e non poter rimanere incinte, fino al ritorno del ciclo, ma non è così. L’ovulazione avviene infatti in media 15 giorni prima della comparsa delle mestruazioni, anche senza presentare sintomi. È dunque possibile concepire anche se non è ancora tornato il ciclo. Ma si può rimanere incinta durante l’allattamento?

Allattare al seno è un valido anticoncezionale? Non esattamente. La produzione del latte materno è infatti favorita da un ormone chiamato prolattina che, se presente con livelli elevati nell’organismo, inibisce l’ovulazione e quindi la possibilità di restare incinta. La suzione del bambino è il metodo migliore per produrre questo ormone: più poppate fa il bambino, più prolattina viene prodotta. Vi sono pertanto delle condizioni per cui il metodo allattamento è un anticoncezionale sicuro al 98%.
Ecco quali sono i presupposti:

    • Il bambino non deve aver compiuto i 6 mesi di vita;
    • L’allattamento dev’essere esclusivo e a richiesta, bisogna offrire il seno al piccolo ogni volta che lo richiede, senza stabilire orari e senza somministrare altri liquidi o alimenti oltre al latte materno (acqua compresa);
    • L’intervallo fra le poppate non deve mai superare le 3-4 ore durante il giorno (dalle 6 del mattino alle 10 di sera) e le 4-6 ore durante la notte (dalle 22 alle 6);
    • Non devono essere comparse perdite ematiche dopo 6-8 settimane dal parto.
Se anche una sola di queste condizioni dovesse venir meno, il livello di prolattina potrebbe subire degli abbassamenti, consentendo l’ovulazione e il concepimento. La donna potrebbe perciò restare incinta.
Qualora non si desiderasse una nuova gravidanza è bene dunque utilizzare metodi contraccettivi più sicuri, chiedendo consiglio al proprio ginecologo.


Va premesso che il primo ciclo dopo il parto non necessariamente significa un ritorno della fertilità. Le prime mestruazioni dopo la nascita del bambino potrebbero infatti essere frutto di cicli senza ovulazione (anovulatori). Inoltre non sempre la fase ovulatoria è seguita dal ciclo. Come capire dunque se il corpo è pronto per una nuova gravidanza?
Anche durante l’allattamento si può tentare di captare l’ovulazione, e quindi il periodo di fertilità, misurando la temperatura basale, ovvero la temperatura rettale o vaginale in condizioni di riposo. Questa subisce un abbassamento nei giorni precedenti l’ovulazione e un evidente innalzamento il giorno successivo (i valori cambiano da donna a donna, bisogna quindi monitorarla costantemente per capire quali sono i propri). Un altro metodo consiste nel monitorare la consistenza del muco cervicale che, durante i giorni fertili, diventa meno denso, trasparente e acquoso. Va però specificato che con l’allattamento questi sintomi potrebbero risultare meno evidenti. Se si desidera rimanere incinta è quindi consigliato avere rapporti costanti, 2 o 3 volte a settimana, per tutto l’arco del mese. In becco alla cicogna!

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