mercoledì 15 gennaio 2020

Insegniamo ai nostri bimbi ad essere autonomi



La capacità di risolvere problemi complessi può essere allenata fin da piccoli: per farlo occorre favorire l'autonomia del bambino.



Nella nostra vita quotidiana, per svolgere qualsiasi attività, utilizziamo alcune competenze che ci permettono di perseguire gli obiettivi che ci siamo prefissati.
Per portare a termine un progetto di lavoro, realizzare una ricetta di cucina, suonare uno strumento musicale o semplicemente attraversare la strada abbiamo bisogno di precise capacità: ricordare le informazioni necessarie a svolgere un determinato compito, coordinare i nostri movimenti, collocando in ordine logico le azioni e inibendo gli impulsi contrari che potrebbero distrarci e infine mettere in atto la creatività che ci consente di cercare soluzioni a un problema.
Competenze fondamentali per l’autonomia
Maria Montessori, sulla base dell’osservazione del bambino, afferma che «non solo egli apprende attraverso i sensi e il movimento, ma che nei suoi primi anni di vita, attraverso il loro adeguato esercizio, può costruire e affinare competenze fondamentali per condurre in modo indipendente una vita adulta».
Per questo motivo il movimento non deve limitarsi a un momento specifico del percorso di sviluppo del bambino, ma deve esserne parte integrante e sostanziale: attraverso la possibilità di agire all’interno di un ambiente che offre interessanti occasioni di attività, il bambino sviluppa la propria intelligenza e specifiche capacità che Maria Montessori individua nel concetto di autonomia.
Queste competenze, in un documento del Center on The Developing Child dell’Università di Harvard, vengono definite funzioni esecutive e sono tre:
la memoria di lavoro
il controllo inibitorio
la flessibilità cognitiva

Esse non sono completamente innate nell’individuo: hanno un fondamento biologico, ma vengono gradualmente attualizzate attraverso l’esercizio e si manifestano già nel bambino piccolo, diventando via via sempre più complesse e sofisticate.
Permettono in sostanza di realizzare le nostre idee, trasmettendo il beneficio interiore del senso di gratificazione e autostima che percepiamo quando riusciamo in qualcosa.
Fare da soli
Per favorire nel bambino questo importante esercizio, possiamo offrirgli le opportunità per costruire la propria autonomia, proponendogli occasioni di attività che rispondano al suo interesse e al grado del suo sviluppo motorio, come ad esempio:
vestirsi da solo
Alla nascita il bambino viene vestito, cambiato, lavato da mamma e papà. Non può essere altrimenti, il bambino non può collaborare. Almeno fino al primo anno di età, quando il bambino invece inizia a mostrare interesse per queste attività e invia segnali di partecipazione: allunga le mani, prende i vestiti, vuole toccare l’acqua.

È in questo periodo che l’azione dell’adulto deve iniziare a diminuire, gradualmente, dando sempre maggior spazio al bambino.
Come avviene la sintonia? L’adulto fa gesti calmi, ampi e chiari e permette così al bambino di inserirsi nelle procedure di cura di sé.
Attendere i gesti del bambino prima di agire dà modo al piccolo di iniziare a partecipare attivamente.
Man mano che il bambino cresce, aumentano le sue competenze manuali e di coordinamento e sempre meno sarà necessario l’aiuto di mamma e papà.
Il ritmo di tale sviluppo non è predefinito, ma personale. Ciascun bambino ha tempi propri che devono essere rispettati. Il desiderio di fare da soli deve essere naturale, trovare accoglienza, non essere forzato né ostacolato. Seguendo questo processo, il bambino si occuperà in autonomia della propria vestizione e igiene personale, trovando l’aiuto dell’adulto dove necessario. L’aiuto comunque non va negato, anzi, anche se richiede fatica, pazienza e tempo, va concessa la possibilità di esercitarsi, di rendersi abili e autonomi.
Tutto ciò che il bambino può fare da sé non deve essere fatto dall’adulto, tranne se il piccolo non lo desideri, per affetto, stanchezza, disinteresse.

Dove e come possiamo favorire l’autonomia, in pratica
I bambini imparano molto prima a svestirsi che a vestirsi. C’è un periodo della vita, intorno ai 18/24 mesi, in cui il bambino sa spogliarsi in autonomia ed è interessato a farlo. Diamogli il tempo di togliersi gli abiti in autonomia prima di intervenire ad aiutarlo nella vestizione.
In questa fase l’adulto compie gesti lenti e precisi permettendo al bambino di partecipare quando desidera:

porgiamo il pantalone da infilare e attendiamo che il bimbo sollevi la gamba, invitandolo a farlo e non prendendo il suo arto
apriamo la scarpa o la ciabatta aspettando che lui infili il piede
mostriamo sempre le procedure su di noi: il lavaggio delle mani, infilare e sfilare gli abiti e le scarpe, il lavaggio dei denti e così via

Scelta di bavaglini e indumenti
Preferiamo sempre bavaglini che si infilino e non da allacciare, per permettere al bambino di rendersi autonomo in meno tempo.
Così pure gli indumenti: scarpe e abiti con chiusure a velcro, pantaloni e maglie morbide senza allacciature complesse sono fondamentali nei primi anni di vita per rendere meno determinante l’intervento dell’adulto.

Costruiamo un ambiente a misura di bambino, con appendiabiti all’ingresso per giacche, cappelli, scarpe.
Il genitore e l’educatore devono porsi periodicamente la domanda: «Come posso fare di meno perché il bambino possa fare di più?» e così mettere in campo strategie che agiscano in tale direzione: modificare l’ambiente o la relazione, senza dimenticare che i tempi non li detta l’adulto ma il bambino. Quando sarà pronto per fare un passo sul cammino dell’autonomia cercherà di comunicarlo e noi dovremo essere pronti ad accoglierlo ed accompagnarlo.
apparecchiare il posto a tavola
dedicarsi a piccoli compiti domestici di riordino o pulizia
lavarsi da solo

La casa a misura del bambino
L’ambiente evolve man mano che il bambino cresce. L’organizzazione di spazi, oggetti, routine e attività deve seguire lo sviluppo infantile ed è funzionale a dare spazio alla libertà, al desiderio di scoperta e di azione del bambino.
L’ambiente di vita di mamma e papà è, per il piccolo, estremamente affascinante: le loro attività sono interessanti e il bimbo desidera con tutto sé stesso partecipare e collaborare con i genitori. Come possiamo favorire lo sviluppo dell’autonomia del bambino durante i pasti e la cura personale? Sicuramente seguendo i suoi bisogni e i suoi interessi fin da subito.
È bene che il bambino sia libero di fare tutto ciò che può fare, in autonomia: il nostro pensiero dovrebbe essere «il mio bimbo deve mangiare» e non «devo dargli da mangiare», così come «deve lavarsi e cambiarsi» e non «devo lavarlo e cambiarlo».
In cucina Il doppio cucchiaio
Quando il bambino inizia a mangiare, offriamogli sempre il doppio cucchiaio, uno per mamma (o papà) e uno per il piccolo. In questo modo potrà iniziare a sperimentare l’azione di portare il cibo alla bocca osservando i nostri gesti. Quando notiamo, con il passare del tempo, che la sua abilità nell’imboccarsi migliora, lasciamo che faccia da sé e sostituiamoci solo quando richiesto o quando il bambino è frustrato dall’insuccesso dei suoi gesti.
La brocca in tavola
Spesso sulle tavole ci sono bottiglie e brocche adatte alle grandi mani degli adulti, ma inadeguate alle competenze del bambino. Vicino al suo bicchiere, possiamo porre una piccola brocca (meglio in vetro perché possa vedere l’acqua contenuta), in modo che il bimbo sia in grado di versarsi autonomamente l’acqua al bisogno. Mamma e papà rimboccano così di volta in volta la brocchetta, con acqua a sufficienza per riempire il bicchiere.
I rituali sono affascinanti e rassicuranti per i bambini e per gli adulti. Spesso i bimbi adorano essere coinvolti nella preparazione della cena e della tavola. Per dare importanza a queste attività, nello spazio della cucina possiamo predisporre un gancio al muro (ad altezza bambino), dove appendere il grembiule per la preparazione del pasto.
Indossare il grembiule prima di iniziare a cucinare con mamma e papà o apparecchiare, connota quel momento come prezioso e importante. Anche l’educazione alimentare, la curiosità per la scoperta del cibo, l’amore per gli alimenti nascono dalla possibilità di conoscerli e prendervi confidenza attraverso la sperimentazione: toccarli, lavarli, tagliarli, cucinarli, assaggiarli…
Scalino
Un pratico scalino a disposizione nello spazio della cucina può consentire al bambino di raggiungere in autonomia alcuni spazi della cucina, dove mamma e papà avranno riposto oggetti raggiungibili… Se il bambino prende confidenza con gli spazi, sarà possibile permettergli di apparecchiare la tavola in autonomia, offrendogli esclusivamente degli stimoli verbali:
«prendi la tovaglia»
«ora ti do un piatto alla volta e tu lo disponi sulla tavola»
«prendi le forchette»
«ti passo i bicchieri»
«prendi i tovaglioli»

e così via.
Pentole in tavola
Al bambino, come a noi adulti, piace sentirsi utile e fare cose altrettanto importanti. Un bambino a cui si attribuisce fiducia e responsabilità si mostrerà riconoscente, attento e prudente. I bambini possono servire in tavola il cibo a tutti i commensali.
Provate a travasare la pasta (o il riso o qualsiasi altra pietanza) dalla pentola in una terrina o in una ciotola (così che il contenitore non scotti troppo), portatela in tavola e offrite al bambino un mestolo perché possa servirsi il cibo che desidera e perché possa fare altrettanto con gli altri ospiti della tavola.
È un esercizio molto prezioso per lo sviluppo della concentrazione, del coordinamento oculo-manuale e della cura delle relazioni. È un’ottima strategia anche per rendere più piacevole la permanenza a tavola durante i pasti, che a volte, per il bambino, costituisce un tempo difficile da gestire.

In bagno

«Voglio fare da solo» è il motto dei bambini durante la cura personale: pannolino, denti, pipì, lavaggio faccia-mani e piedi. È un diritto da tutelare, non un’assurda pretesa. Il genitore può attrezzare il bagno con degli accorgimenti che consentano al bambino di occuparsi il più possibile da solo della propria igiene personale.
Cesta dei panni sporchi
La cesta dei panni sporchi è spesso irraggiungibile per il bambino. Porre una piccola cesta accanto a quella grande, dove il bimbo possa riporre la sua biancheria da lavare può essere un aiuto per favorire la sua autonomia e il riordino.
Asciugamano a muro
Chi ha la fortuna di avere due bagni, nei primi anni di vita del proprio bambino potrebbe assegnare a uno dei due bidet il ruolo di lavandino a misura di bambino. Così il piccolo potrebbe avere a portata di mano sapone, asciugamano appeso al muro, bicchiere con spazzolino e dentifricio, specchio appeso accanto al bidet per controllare i progressi della pulizia. Altrimenti uno scalino per raggiungere il lavandino potrà essere sufficiente.
Il miglior modo per rendere autonomo il bambino nelle pratiche di cura di sé è lavarsi i denti mentre lui li lava, lavarsi insieme le mani e i piedi, svestirsi e vestirsi in sua presenza. Compiendo le azioni con gesti calmi e chiari.
Asciugacapelli da viaggio
L’asciugacapelli da viaggio, piccolo e leggero, può essere un buon aiuto per il bambino per asciugarsi i capelli in autonomia: dotato di ciabatte in gomma, lontano dall’acqua, può dedicarsi all’asciugatura in piena libertà. Spesso l’insofferenza dei bimbi nelle operazioni di igiene personale è da ricercarsi nella mancanza di una loro partecipazione attiva alle azioni.
Cambio del pannolino
Da quando il bambino sta in piedi (anche solo sostenendosi con le mani), a circa 11-12 mesi, il cambio del pannolino può essere fatto in piedi, permettendogli di essere protagonista di tutte le azioni alla sua portata: svestizione, apertura del pannolino, chiusura dei gancetti del pannolino asciutto, vestizione. Abbiamo approfondito il tema pannolini in diversi articoli, e abbiamo anche parlato della scelta di fare a meno dei pannolini…
Routine per la preparazione alla nanna
Prima della nanna dobbiamo:
lavare mani e piedi
lavare i denti
mettere il pigiama

Per aiutare il bambino nell’orientamento a questa procedura, possiamo porre nel bagno delle immagini che riproducano la sequenza delle azioni da compiere. Questo strumento funge da promemoria per il compimento dei vari passaggi, senza il bisogno di una continua supervisione o di un costate richiamo verbale da parte di mamma e papà.
Proprio svolgendo queste azioni il bambino costruisce le sue funzioni esecutive: si esercita nel ricordarsi le informazioni necessarie a svolgere un’azione, impara a coordinare i propri movimenti e a concentrarsi sulla sua attività: si allena a trovare soluzioni di fronte a una difficoltà.
È quindi importante incoraggiare il bambino in queste attività, senza sostituirsi a lui, affinché possa fin da subito costruire quelle competenze tanto importanti per orientarsi con fiducia e ottimismo nel viaggio della vita.

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