lunedì 29 marzo 2021

Treviso, bimbo di 18 mesi inala una mandorla: corsa in ospedale, salvo dopo un intervento durato sei ore


 


Un bimbo di un anno e mezzo ha rischiato gravi conseguenze per aver “inalato” una mandorlaanziché ingerirla normalmente





A salvarlo un’équipe multispecialistica del Ca’ Foncello che, con un intervento sicuramente non “routinario” durato ben sei ore, ha estratto quattordici frammenti dai suoi polmoni.

Il piccolo, un bellissimo bimbo di 18 mesi, stava mangiando una mandorla ma, dopo averla masticata, ne ha accidentalmente “inalato” numerosi frammenti, che si sono sparsi nei polmoni. Il bambino, secondo il racconto della mamma, subito dopo aver mangiato la mandorla, in serata, ha manifestato agitazione, forte tosse e cianosi ma dopo pochi minuti le sue condizioni sembravano migliorare e la notte è trascorsa in relativa tranquillità. Il mattino successivo però ha notato che il figlio non respirava bene e aveva un respiro sibilante. Su consiglio del pediatra si è rivolta all’Ospedale di Conegliano, dove è stato disposto immediatamente il trasferimento del piccolo all’Otorinolaringoiatria del Ca’ Foncello. L’équipe dI Treviso che ha effettuato l’intervento era guidata dal dr. Massimo Sonego, responsabile dell’Unità Operativa semplice di chirurgia endoscopica dell'Orl.




 

«Incidenti di questo tipo, purtroppo non sono rarissimi - spiega il dottor Sonego -. Accadono più frequentemente nei bimbi piccoli, che non hanno un riflesso della deglutizione perfezionato, o negli anziani defedati o con disturbi cognitivi. Sono molto pericolosi: l’inalazione di un corpo estraneo, che prende la strada di trachea, bronchi e polmoni anziché venir deglutito normalmente, può determinare effetti immediati anche letali ma, anche nel caso in cui la situazione non precipiti immediatamente, è comunque molto grave perché il corpo estraneo impedisce il funzionamento della porzione di polmone i cui canali bronchiali va ad occludere, con difficoltà respiratorie di entità variabile. 





Anche nei casi in cui le occlusioni non risultino subito gravi, insorgono rapidamente broncopolmoniti che, a dispetto di tutte le terapie mediche attuate, non guariscono finché il corpo estraneo resta incastrato nel bronco. Si tratta quindi sempre di situazioni di urgenza, se non di emergenza - prosegue il dottor Sonego - che vanno risolte con la massima rapidità. Per farlo è necessario entrare nei polmoni attraverso la bocca e la laringe ma la procedura è estremamente complessa e non scevra dal rischio di complicazioni molto gravi. È necessaria un’eccellente collaborazione fra otorinolaringoiatra ed anestesista, che sono costretti a lavorare entrambi sullo stesso distretto anatomico, le vie respiratorie, coordinando perfettamente le loro attività per non ostacolarsi a vicenda ma anzi, per aiutarsi il più possibile reciprocamente».

Malgrado l’iniziale gravità, le condizioni cliniche del piccolo dopo l’intervento sono rapidamente migliorate: dopo poche ore trascorse in Terapia Intensiva è stato possibile trasferirlo in osservazione nel reparto di Pediatria.

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