domenica 14 novembre 2021

Bimba nata da utero in affitto e poi abbandonata da mamma e papà, arriva il lieto fine: verrà adottata in Italia

 




Potrebbe arrivare il lieto fine per la terribile storia della bimba di un anno e quattro mesi nata da una madre surrogata e abbandonata dai genitori in Ucraina. 




Il Tribunale per i minorenni di Torino ha aperto la procedura di adozione per la piccola che mamma e papà hanno lasciato nel Paese dell'Est Europa, dove si erano recati per averla facendo ricorso all'utero in affitto. È quanto si apprende in ambienti giudiziari torinesi. La piccola, sempre secondo quanto si apprende, è stata affidata ad una famiglia che se ne occuperà fino a quando non verrà data in adozione.



Una salopette di jeans, una valigia con i suoi giocattoli preferiti e una busta con tante foto: quelle dei suoi primi 15 mesi di vita raccolte dalla tata che se ne è presa cura fino a ieri. Ha viaggiato così la bimba nata in Ucraina con tecniche di maternità surrogata e abbandonata dai genitori italiani, riportata in Italia per essere affidata ad una famiglia italiana. È stato il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip) a gestire il caso, con il rientro della bambina ieri a Malpensa da Kiev.



I genitori italiani erano andati in Ucraina nell'agosto del 2020 - in una delle parentesi concesse dal Covid per gli spostamenti aerei - per coronare il loro desiderio di avere un figlio attraverso una madre surrogata. Dopo il riconoscimento della bambina, la coppia è rientrata in Italia affidando la neonata a una baby-sitter del posto. Al compimento del primo anno di vita della bimba, non avendo più notizie dai genitori e non avendo più ricevuto il compenso pattuito anche per il sostentamento della piccola, la baby-sitter si è rivolta al consolato italiano per denunciare l'accaduto.




La vicenda è rimbalzata alla Procura della Repubblica e alla Procura della Repubblica dei Minori, che hanno accertato l'intenzione dei genitori di non voler riprendere la bambina. È stato così incaricato lo Scip per il rimpatrio della piccola, in stretto contatto con il Consolato italiano a Kiev chiamato a rilasciare i documenti necessari per il viaggio. Gli operatori di polizia hanno chiesto la collaborazione della Croce Rossa Italiana che ha inserito nel team operativo una pediatra e una crocerossina. «Aveva un profumo buonissimo - racconta la pediatra Carolina Casini che per la Croce Rossa ha svolto questa missione, la sua tredicesima - Ha dormito in braccio a me per due ore e mezza, ovvero per tutta la durata del viaggio. È bellissima. Per come si era presentata la missione avevano paura di trovare una piccola mal tenuta, non ben nutrita e deprivata affettivamente, ma non è stato così: la bambina è allegra e interagisce positivamente con gli adulti».




La tata invece, una donna di mezza età che l'ha accudita dalla nascita, «era disperata. Piangeva e così il suo figlio naturale di 17 anni. Ci ha consegnato le foto della bimba e ha chiesto di darle ai futuri genitori, così quando crescerà le potrà vedere». La pediatra racconta all'ANSA che la baby sitter «per motivi economici, non avendo più sovvenzioni, aveva problemi a occuparsi ancora della bimba, ma soprattutto non sapeva più giusitificare la presenza della piccola nella sua vita: era preoccupata delle ripercussioni legali e ha quindi deciso di rivolgersi alle autorità».



Carolina Casini per la Croce Rossa è stata in Mozambico, in Kenya, in Tunisia, a Gaza, in Israele, nel Mediterraneo «e il presidente Rocca ha pensato a me per questa missione, essendo io una pediatra. Ho subito accettato. La piccola si è lasciata coccolare, si è fidata di noi e la sua tata, seppure 'mercenarià in un certo senso, è stata una fortuna nella sua vita sfortunata. Adesso sarà accudita come tutti i bambini del mondo dovrebbero esserlo, da due genitori e non perché qualcuno viene pagato. 



Chi abbandona il frutto della procreazione assistita viene perseguito dalla lege alla stregua di chi lo fa con i figli naturali». Quando Carolina è scesa dall'aereo ha provveduto a «togliere i pesanti indumenti indossati dalla piccola perchè quando l'abbiamo presa in Ucraina erano meno due gradi. È davvero una bella bambina allegra e vivace ed è stato bellissimo poterla tenere in braccio seppure solo per un viaggio».

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