sabato 10 dicembre 2022

La piccola Lavinia, investita fuori dall'asilo. I genitori accusano un'amica della maestra: «Ha mentito»


 


Un dettaglio nella rilettura delle carte processuali che potrebbe incidere sulla sentenza per il ferimento di Lavinia Montebove, la bimba di 16 mesi, investita nell'agosto 2018 nel parcheggio di un asilo nido a Velletri, in provincia di Roma. 



Due le imputate nel processo, che volge alle battute finali, Francesca Rocca, maestra del nido e Chiara Colonnelli, la donna alla guida dell'auto che ha investito la bimba. La prima è accusata di abbandono di minori, la seconda di lesioni gravissime, scrive Il Messaggero.



Secondo i genitori di Lavinia, una testimone della difesa avrebbe mentito, per questo è stata denunciata per falsa testimonianza. Si tratta della titolare di una gioielleria di Velletri che, secondo Massimo Montebove e Lara Liotta, padre e madre della bambina che oggi ha 5 anni, nel corso di un'udienza avrebbe fornito una testimonianza contraddittoria, rispetto al racconto fatto alla polizia.



La coppia, dopo aver riletto le carte del processo insieme all'avvocato, sostiene che la donna, davanti al giudice ha detto di essere andata al nido nell’orario in cui le due imputate, senza attendere l’arrivo dell’ambulanza, decisero di accompagnare Lavinia al pronto soccorso, e che lei disse di aver incontrato. Alla polizia, invece, avrebbe detto di aver scambiato delle parole con il papà di un altro piccolo. La prima testimonianza, quella in tribunale, potrebbe alleggerire la posizione della maestra, che ha abbandonato da soli tutti i bimbi dell'asilo.




«L’attenta rilettura delle trascrizioni del processo - ha spiegato il legale della famiglia, l’avvocato Cristina Spagnolo - ha evidenziato che almeno una delle testi della difesa della maestra Rocca abbia reso una dichiarazione non solo contraddittoria rispetto alle altre prove orali assunte nel giudizio, ma anche totalmente divergente da quella resa dalla stessa teste in fase di indagini».

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