mercoledì 23 settembre 2020

Bimbo si impicca in casa, a trovarlo è la madre: «Si sentiva isolato dal lockdown, ma non ho mai pensato potesse suicidarsi»





L'isolamento dovuto al lockdown lo ha fatto cadere in una profonda depressione, che alla fine lo ha spinto a compiere un gesto estremo. Così un quattordicenne ha deciso di togliersi la vita. A trovarlo è stata la madre, di 40 anni, devastata dal tragico evento: il bambino si è impiccato in casa. 






Tracey Tyler, madre quarantenne, ha trovato il figlio Sam impiccato nella sua cameretta lo scorso 25 maggio. La donna lavora in ospedale ed era di turno quella notte. Quando è rientrata a casa, le è crollato il mondo addosso. Dopo quasi quattro mesi dal devastante evento, Tracey Tyler ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa inglese. Il ragazzo aveva accusato psicologicamente la chiusura forzata in casa a causa del coronavirus. Ma non si sarebbe mai aspettata un gesto così tragico da parte sua. 




Durante il lockdown, suo figlio ha giocato spesso ai videogiochi in collegamento online con i suoi amici. «Ridevano e scherzavano insieme, pianificavano anche di andare a pescare insieme quando il lockdown sarebbe finito». Così quella sera Tracey è uscita per andare a lavoro in ospedale, sicura di ritrovare il figlio al suo ritorno. Secondo quanto riporta il The Sun, il quattordicenne avrebbe in seguito detto agli amici: «Torno fra due secondi». Ma non è mai riapparso online. 






«Credo che se avesse potuto andare a scuola e vivere una normale routine, tutto questo non sarebbe successo», ha detto la madre. Sam non aveva mai mostrato prima segni di depressione acuta, né di autolesionismo. «Era un teenager normalissimo. Era popolare fra i coetanei, aveva una fidanzata e andava bene a scuola. Accettare che abbia deciso di togliersi la vita, senza lasciarci alcuna spiegazione, è dura. Il mio cuore è spezzato». Il piccolo non ha lasciato alcun biglietto d'addio, nessun messaggio sui social o a qualche amico. 




L'associazione di beneficenza Papyrus, che si occupa principalmente di prevenire i suicidi fra gli adolescenti, ha diffuso una guida per i genitori sui metodi di approcciare l'argomento con i propri figli. Ged Flynn, capo di Papyrus, spiega: «Il suicidio è spesso un argomento taboo per molti genitori. Parlare di pensieri suicidi può essere molto complicato, ma iniziare la conversazione è la parte più importante». Parlarne può essere liberatorio per i giovani, e potrebbe salvare la loro vita, spiegano gli esperti.

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