venerdì 4 febbraio 2022

Ryan come Alfredino, si continua a scavare: il piccolo è a pochi metri e potrà uscire dal pozzo


 


La corsa contro il tempo non è ancora terminata. Le operazioni di soccorso per salvare il piccolo Ryan, il bambino caduto lo scorso martedì 1 febbraio in un pozzo a Chefchaouen, nel nord del Marocco, non sono ancora concluse, ma manca sempre meno. 



Un funzionario marocchino coinvolto nelle operazioni di salvataggio ha affermato che a separare le squadre di soccorso dalla posizione del bambini restano pochi metri. Quella che è passata è stata un'altra notte di freddo e paura, la terza di questa storia che ricorda quella di Alfredino Rampi. 



A riportarlo sono i media locali che stanno seguendo le operazioni senza sosta. I soccorritori hanno lavorato ininterrottamente da martedì per scavare un pozzo parallelo che permetterà di recuperare Rayan nel più breve tempo possibile, evitando qualsiasi tipo di rischio al bambino. 



Il funzionario ha sottolineato che «le operazioni di perforazione sono eseguite con cautela per evitare ogni possibile crollo». Un'intera montagna è stata sbancata stanotte, con l'arrivo del sesto bulldozer. Un cratere di 30 metri, parallelo al pozzo, lascia lo spazio ai topografi di studiare gli ultimi accorgimenti. Durante la notte ci sono stati smottamenti che hanno fatto temere il peggio. Sulla catena del Rif, a Nord del Marocco, teatro dell'incidente, i lavori di recupero si sono rivelati più difficili del previsto, troppa roccia, troppi ostacoli.



Ai microfoni di una emittente locale il responsabile del comitato di soccorso ha detto che Ryan ha chiesto dell'acqua, alle 3 del mattino, quando una piccola telecamera introdotta nel pozzo lo ha sorpreso sveglio e cosciente, dopo quasi 60 ore di calvario: «Ryan parla e risponde alle domande».



Dall'alba di questa mattina gli escavatori stanno cercando di bucare la roccia che permetterà di creare il corridoio, lungoi 3 metri, che porterà a Ryan. In Marocco è partita una vera e propria gara di solidarietà, mai vista prima. Ci sono tecnici e addetti ai lavori che lavorano ininterrottamente da, ormai, 24 ore e nessuno ha intenzione di mollare prima di aver estratto Ryan. 

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