giovedì 26 maggio 2022

Papà in sala parto? Meno dolori per la mamma con alcuni gesti

 


I futuri papà in sala parto

Il numero di partner che assistono e accompagnano la donna durante il travaglio di parto è in crescita; spesso prevale la paura e l’ansia, ma alla fine l’emozione della nascita coinvolge ogni uomo.

Il parto è un evento che va condiviso e vissuto insieme; e anche se il papà non può capire il dolore del momento, è fondamentale incoraggiare, accarezzare e soprattutto tenere la mano alla futura mamma. Questi comportamenti, che sembrano banali, sono in realtà una fonte di aiuto immane, che adesso anche la scienza prova a spiegare.


Come ridurre il dolore del parto: la presenza del papà

Una recente ricerca, dell’Università del Colorado di Boulder, ha scoperto che se il compagno tiene la mano della donna, il battito cardiaco e il respiro si sincronizzano; il tutto determina una riduzione del dolore. Lo studio del Prof. Pavel Goldstein aveva come idea di analizzare in che modo avviene la sincronizzazione interpersonale, e nel caso specifico cosa cambia nel parto; la scelta dell’evento nascita è dettato dalla sensazione dolorifica che aumenta esponenzialmente a carico della mamma.


Ecco perché l’autore dello studio, ricercatore presso il laboratorio di Neuroscienze Cognitive e Affettive, si è lasciato ispirare proprio dalla nascita della sua bambina. Mentre il medico era intento ad assistere la moglie durante il parto, si è chiesto cosa avrebbe ridotto il suo dolore; contestualmente, le ha preso la mano, e ha visto come la situazione tendeva a migliorare.

Da qui, Goldstein ha deciso di studiare questo effetto del tocco umano, e quali potenzialità nascondesse.


Lo studio sui papà in sala parto

Il campione dello studio è formato da 22 coppie eterosessuali, con una relazione duratura, di anni compresi tra i 23 e i 32; in laboratorio, successivamente, le donne subivano una sensazione dolorosa per due minuti attraverso un oggetto caldo posto sull’avambraccio. 


Gli uomini costituivano una variabile, in quanto alcuni erano seduti accanto alla compagna, altri tenevano la mano della donna, e altri ancora erano addirittura in una stanza separata; a tutti, nel frattempo, veniva misurato il battito cardiaco e la frequenza respiratoria.


I risultati dello studio


I dati dimostrano che il dolore diminuiva se l’uomo teneva la mano della donna, determinando la sincronizzazione delle rispettive funzioni vitali. Secondo Goldstein: “Più il partner è empatico più l’effetto analgesico è forte e maggiore la sincronizzazione respiratoria e cardiaca mentre la coppia si tocca”.

La ricerca rafforza l’idea della sincronizzazione psicologica delle coppie, che comincia dal semplice stare seduti accanto; questa sincronizzazione fallisce quando lui non può toccarla perché “il dolore interrompe la sincronizzazione interpersonale tra le coppie, mentre il tocco la ripristina“.

Sempre Goldstein aveva già scoperto che più l’uomo manifestava empatia verso la donna e più il dolore si attenuava; tuttavia ancora non è chiaro se la diminuzione del dolore avvenga se la sincronizzazione aumenta o viceversa. Serviranno sicuramente altri studi, ma intanto si consiglia a tutti i papà di non lasciare mai sola la propria compagna.


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