giovedì 21 luglio 2022

Alessia Pifferi, chi è la donna arrestata per la morte della figlia di 16 mesi


 


Alessia Pifferi, la 36enne arrestata a Milano, per la morte della figlia Diana, di 16 mesi, potrebbe essere sottoposta ad una perizia psichiatrica. 



Gli inquirenti stanno indagando sul suo passato, compreso quello recente, anche per verificare se quanto dichiarato dalla donna corrisponda effettivamente al vero.



La donna, nata nel 1985, è disoccupata e incensurata. Tre anni fa aveva divorziato dal marito, che vive nello stesso edificio di via Carlo Parea in cui Alessia Pifferi viveva con la piccola Diana. L'uomo, però, non è il padre della bambina trovata morta in casa dopo essere stata abbandonata per ben sei giorni. E non lo è neanche il nuovo compagno di Alessia, residente a Leffe (Bergamo), che la donna era andata a trovare abbandonando la figlia.



Alessia Pifferi, agli inquirenti, ha spiegato: «Sapevo che poteva accadere». Il riferimento è alla morte della figlia, lasciata sola per sei giorni in casa. La donna ha spiegato di non sapere chi sia il padre di Diana, e anche di aver scoperto di essere incinta solo quando la gravidanza era già in fase avanzata. Alessia Pifferi ha anche raccontato agli investigatori di aver partorito la figlia, prematura, dopo sette mesi e mezzo di gravidanza, in una casa di Bergamo. Non è chiaro però se la casa fosse la stessa del suo attuale compagno.



Agli investigatori, Alessia Pifferi ha spiegato di aver lavato e vestito la piccola Diana giovedì scorso, lasciandole accanto un biberon con il latte. Poi sarebbe andata a Leffe dal compagno, ma i due sarebbero tornati a Milano nei giorni successivi per alcuni impegni di lavoro di lui. Nonostante questo, la donna non si sarebbe recata a casa per accertarsi delle condizioni della figlia.



Alessia Pifferi ha una madre, che non vive a Milano, e una sorella. Al compagno aveva detto di aver affidato la figlia proprio alla sorella, e che quest'ultima l'avesse portata al mare per il week-end. In realtà, la piccola Diana era sola in casa, dove stava morendo di fame e di sete.



Accanto al lettino da campeggio su cui è morta la piccola Diana, oltre al biberon, c'era una confezione aperta di benziodiazepine. Gli inquirenti non escludono che Alessia Pifferi, prima di lasciare la casa di Milano, abbia usato quelle pasticche per sedare la figlia. I vicini di casa, infatti, non hanno mai sentito la bambina piangere in tutti i sei giorni di assenza della madre.

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