martedì 12 luglio 2022

Gas, dai caloriferi “controllati” alle luci spente fino alle docce ridotte: obblighi e consigli per le famiglie




Gli “interventi amministrativi” per tagliare riscaldamento, teleriscaldamento, acqua calda e illuminazione potranno passare da semplici decreti del Ministero della Transizione ecologica. 


Nel piano case, si ipotizza di abbassare di due gradi la temperatura dei climatizzatori e del teleriscaldamento (fino a 19 gradi per i termosifoni e a 27 gradi nel caso dei condizionatori estivi). Ma è prevista anche la riduzione dell’orario di accensione, visto che il grosso dei consumi residenziali deriva proprio dal capitolo riscaldamento. E si ipotizza il “coprifuoco” la sera per l’illuminazione. 


Poi c’è il piano città, alle quali è richiesto di ridurre l’illuminazione pubblica fino al 40%. Il che vuol dire accendere un lampione su due di notte.


Ma in casi estremi anche gli uffici pubblici potrebbero chiudere in anticipo, alle 17,30. A loro volta, i negozi potrebbero dover anticipare la chiusura alle 19. Infine, anche i locali potrebbero andare incontro al coprifuoco alle 23. Poi toccherebbe alle imprese ridurre i consumi produttivi in maniera selettiva: colpiti in prima battuta i cosiddetti “interrompibili” del gas, che partecipano volontariamente alle aste invernali a fronte di una remunerazione, e gli “interrompibili” dell’elettricità. In questo caso l’obiettivo è ridurre al massimo gli interventi in modo da arginare gli effetti recessivi sull’economia.


I PALETTI DI EMERGENZA

Si tratta di misure estreme sia chiaro, previste nel caso in cui il Paese sia costretto a dover abbassare drasticamente i 72 miliardi di metri cubi consumati ogni anno per via dello stop al gas russo. 



Nel frattempo il governo partirà subito con una campagna di sensibilizzazione delle famiglie. Perché come ha sottolineato un’analisi approfondita presentata da Enea grazie a una serie di interventi amministrativi di controllo (tra cui riduzione delle temperature dei termosifoni di un grado, riduzione di un’ora nell’orario di accensione e posticipo dell’avvio dei caloriferi di 15 giorni) sui consumi e misure comportamentali volontarie si può arrivare ad abbassare l’asticella dei consumi di quasi 6,8 miliardi di metri cubi. 


Se si ipotizza dunque, come sta pensando il governo, di ridurre in casi estremi anche di 2 gradi la temperatura dei termosifoni, si può arrivare anche a un taglio dei consumi che si avvicina ai 10 miliardi di metri cubi (rispetto ai 29 miliardi arrivati nel 2021 dalla Russia) ipotizzando il massimo delle misure comportamentali virtuose. Un pacchetto a cui aggiungere i risparmio legati all’illuminazione pubblica, tra lampioni e musei. Senza contare il contributo necessario delle imprese, in prima linea le cosiddette “interrompibili” disposte a distacchi programmati a fronte di una remunerazione.



COSA POSSONO FARE LE FAMIGLIE

L’altro fronte su quale agire è quella della campagna-famiglie. Le misure comportamentali indicate da Enea possono essere di due tipi: 1) misure che richiedono un investimento iniziale da parte degli utenti, quindi nuovi incentivi su pompe di calore elettriche in sostituzione delle vecchie caldaie o condizionatori di ultima generazione ad alta efficienza per esempio, oppure misure soft a costo zero in quanto legate unicamente alla modifica delle abitudini quotidiane. 


Quali? Le abitudini sul riscaldamento invernale, sul raffrescamento estivo, sull’utilizzo del gas per cucina e acqua calda sanitaria, quelle relative alla sostituzione e all’utilizzo di elettrodomestici, oppure alle misure relative alla sostituzione e all’utilizzo dell’impianto di illuminazione.


Per esempio la sostituzione di una lavatrice (di capacità 8 kg) di classe energetica G con una di classe A può far scattare un risparmio del 48,9% considerando una media di un lavaggio al giorno. 


Se poi si limita È stata considerata la riduzione dei cicli di lavaggio da uno al giorno a uno ogni due giorni, il risparmio è del 50%. Analogo discorso per la lavastoviglie, il passaggio da class G a classe A può far risparmiare il 47,7%. Il frigorifero efficiente, invece arriva a far risparmiare il 67%. Passando dal forno di classe D a quello di classe A, si tagli i consumi del 71,7%. Sostituzione con LED di lampadine a incandescenza e fluorescenti una famiglia tipo può risparmiare almeno il 15%.



L’ILLUMINAZIONE

Ecco invece le misure a costo zero per l’illuminazione: - Limitare i ricambi di aria nelle ore di accensione dell’impianto di riscaldamento; - Lasciare libere le zone adiacenti ai radiatori; - Inserire pannelli riflettenti tra radiatore e muro esterno; - Abbassare le persiane durante la notte per limitare le dispersioni di calore.

LE POMPE DI CALORE

Utilizzare le pompe di calore elettriche esistenti installate per il condizionamento anche per il riscaldamento invernale comporta una riduzione dei consumi legata alla maggiore efficienza delle pompe di calore rispetto alle caldaie tradizionali a metano. Nel caso in esame, il rendimento (COP) medio considerato per le pompe di calore esistenti è pari a 3, mentre il rendimento considerato per le caldaie tradizionali è pari a 0,8.



LA DOCCIA

La riduzione del tempo di una doccia da 7 minuti a 5 minuti permette il 29% dei consumi di gas di partenza, oltre a un risparmio d’acqua. La riduzione POI della temperatura della doccia di 3°C porta a un risparmio del 9% sui consumi di gas metano di partenza. E ancora, combinando le due misure, ossia riducendo la durata media della doccia da 7 a 5 minuti e riducendo di 3°C la temperatura della doccia, il risparmio cumulato ottenibile raggiunge il 35% del consumo di partenza.


sui consumi di gas metano di partenza. E ancora, combinando le due misure, ossia riducendo la durata media della doccia da 7 a 5 minuti e riducendo di 3°C la temperatura della doccia, il risparmio cumulato ottenibile raggiunge il 35% del consumo di partenza.



IL FUOCO IN CUCINA

L’abbassamento di un fornello grande del gas (3 kW) alla metà della potenza iniziale dopo l’ebollizione della pasta è una misura “soft” che permette di risparmiare il 25,7% del gas richiesto per la cottura della pasta (dall’ebollizione a fine cottura).

IL PRESSING INFORMATIVO

Il cambiamento del comportamento alla base dell’attuazione delle suindicate misure soft, dice Enea, si può favorire con il ricorso a campagne pubblicitarie, attraverso l’utilizzo di spot e promozioni social, radio e televisive, quali mezzi più rapidi ed efficaci per veicolare messaggi brevi e chiari, che spiegano i vantaggi in termini di risparmi energetici ed economici di semplici e buone abitudini quotidiane, permettono di raggiungere la platea di destinatari del grande pubblico e amplificano gli impatti di efficacia e di efficienza delle azioni di comunicazione.


 Infine, per misurare gli effetti di queste azioni di sensibilizzazione si potrà avviare un sistema di monitoraggio di indicatori definiti in base al confronto dei consumi di gas mensili, normalizzati rispetto alla condizioni climatiche, prima e dopo lo svolgimento delle campagne di comunicazione.

LA ROTTA DEL GOVERNO

 «Il risparmio dei consumi del gas nel settore residenziale è cruciale, lo abbiamo compreso facendo i conti per sostituire il gas russo. Il settore residenziale rappresenta il 30% dei consumi e il 12% delle emissioni». 


Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo a un webinar di Enea sul risparmio di gas nel settore residenziale. Dunque, dopo la diversificazione degli approvvigionamenti di gas, la spinta dei rigassificatori, l’utilizzo al massimo del carbone, seppure per un tempo limitato, è l’accelerazione degli stoccaggi, ora il governo punta sui tagli ai consumi. 


Proprio così punta ad abbassare il fabbisogno annuale di gas che supera ogni anno i 70 miliardi di metri cubi. «Stiamo discutendo con altri ministeri di un progetto rapido di informazione, tipo Pubblicità e progresso, su due grandi settori: uno è l’acqua, l’altro è l’energia. Fra l’altro sono due settori molto collegati. 


Stiamo pensando di costruire una serie di messaggi che diano dei suggerimenti di comportamento e di sobrietà nell’uso delle risorse. Sarà fondamentale lanciare questi messaggi a breve, visto che dopo l’estate comincerà il periodo in cui i consumi crescono», ha aggiunto il ministro. L’obiettivo è informare senza creare panico. E dunque il governo italiano partirà da subito con una campagna di sensibilizzazione sui risparmi, sulla stessa linea degli altri Paesi. M sul tavolo già un dossier abbastanza dettagliato sulle misure “amministrative” in più step che consentiranno di affrontare l’emergenza-inverno.



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