giovedì 7 luglio 2022

Mamma vuole dare in affido il figlio con sindrome di Down, il papà decide di crescerlo da solo


 


Ogni giorno nel mondo nascono migliaia di bambini con qualche tipo di patologia. 



Ma ovviamente tutti i bambini sono bellissimi e nessuno di loro merita meno amore, attenzioni e cure.


Purtroppo però non tutti accettano questo fatto. Anzi, alcuni genitori cercano perfino di disconoscere i loro figli se una volta nati secondo loro non sono perfetti.



Nonostante questa dovrebbe essere l’epoca della ragione e della comprensione, ci sono ancora tanti bambini con sindrome di Down che nascono nell’incertezza a causa dei pregiudizi che circondano questa patologia.


Un papà russo sta tentando di eliminare ogni pregiudizio sulla sindrome di Down e lo sta facendo mentre cresce suo figlio Misha, che ne è affetto.


Secondo i reportage, Evgeny Anisimov, 33 anni, sta cercando di mostrare al mondo che i bambini con sindrome di Down sono degni d’amore e accettazione proprio come tutti gli altri. Sta crescendo il figlio Misha da solo perché sua moglie ha deciso di andarsene, dato che non riusciva ad affrontare il problema del bambino.


Evgeny e sua moglie hanno ricevuto la notizia solo 1 minuto e pochi secondi dopo la nascita del figlio. Un medico ha detto loro: “Temo che il vostro bambino abbia la sindrome di Down.”

Parlando con Bored Panda, il papà ha detto: “Non sapevo cosa fare quando ho saputo che mio figlio ha la sindrome di Down. Ho pensato che il mio compito fosse di spegnere le emozioni, accendere i pensieri e sostenere mia moglie, perché credevo che per lei sarebbe stata più dura.”



“Ma ci avevano promesso i risultati delle analisi entro qualche giorno, perciò avevo deciso di non dirle niente fino ad allora.”



Ha continuato: “Ricordo che dopo aver scoperto che mio figlio ha la sindrome di Down, sono uscito dall’ospedale e ho pianto, ma non per molto. In seguito mi sono sentito imbarazzato da quelle lacrime. Dopotutto, nella mia vita in generale non era cambiato nulla.”



“Avevo ancora due braccia, due gambe e la mia conoscenza professionale era intatta. Così come la mia determinazione, energia, curiosità, eccetera… era ancora tutto con me. Era andato tutto secondo i piani: era nato mio figlio. Ma il bambino è speciale. È una cosa ingiusta? No, è una mia responsabilità. Non abbiamo fatto l’amniocentesi – è chiaro che le probabilità erano poche, ma c’erano. Volevo un figlio, ora me ne assumo la responsabilità. Dopotutto ci sono tanti problemi: autismo, paralisi cerebrale, mutazioni genetiche… e come ho scoperto in seguito, la sindrome di Down non è la peggiore.”



Evgeny ha iniziato a fare ricerche quella stessa sera.


“Ho scoperto che in Europa le persone con sindrome di Down sono ben integrate, e vivono e lavorano in modo indipendente,” ha detto. “Ma la decisione l’avevo già presa e non è stata influenzata da questo.”



Per il novello papà abbandonare il figlio non era un’opzione. Ma purtroppo sua moglie non la pensava allo stesso modo.

“Non ho mai pensato di lasciare mio figlio in un orfanotrofio, sarebbe stato disumano,” ha detto. Lui e sua moglie si sono separati e ora Evgeny sta crescendo Misha da solo.



Evgeny mira a far conoscere meglio la sindrome di Down così che in futuro nessun genitore pensi che avere un figlio con questo problema sia una punizione o un peso insuperabile.


Ha detto a Bored Panda: “Voglio che tutti gli articoli su Misha e me che vengono pubblicati instillino questa idea nella società. E con il mio esempio voglio anche sostenere e ispirare persone che sono o saranno nella mia stessa situazione. Io cerco di comunicare con coloro che riesco a raggiungere e ho una corrispondenza con coloro che sono lontani. Spero che coloro che hanno delle difficoltà in questo momento, come è stato per noi, leggano la nostra storia. Non temete! Andrà tutto bene!”

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