domenica 23 luglio 2023

Kata, la bambina scomparsa è in Perù? La procura di Firenze segue una nuova pista


 


Si apre un nuovo capitolo della storia di Kata, la bambina di 5 anni scomparsa a Firenze lo scorso 10 giugno. Il mistero persiste e resta avvolto nel mistero. 



Non vi è, ancora oggi, un indagato. La procura, da un paio di giorni, avrebbe una nuova traccia. Una pista su cui lavorare. «La bambina sarebbe viva e potrebbe essere stata portata in Perù», secondo quanto riporta Il Tempo.



È passato più di un mese dall'allarme lanciato dai genitori di Kata. L' hotel Astor sembra un lontano ricordo.Ora che è accertato che il corpo di Kata non si trova nell'ex hotel Astor di Firenze, scandagliato dai carabinieri per due giorni di fila dal tetto alle fosse biologiche,le ricerche si sono allargate anche all'estero. Il profilo della bambina peruviana di 5 anni, scomparsa il 10 giugno dalla struttura occupata, è stato inserito dagli inquirenti nei database dell'Interpol.



Non essendoci più controlli doganali all'interno dello spazio Schengen, è facile infatti varcare i confini nazionali per dirigersi in altri Paesi europei anche con"carichi" sospetti. «Qui ogni sabato arrivano dei furgoni diretti verso la Romania: i tanti romeni che abitano inzona, compresi gli abusivi che stavano all'Astor, caricano la merce che vogliono inviare ai loro familiari», racconta la titolare della gastronomia "La Meta" di via PietroToselli, a 300 metri dall'ingresso del vecchio albergo di via Maragliano 110.



E la mamma, dalle 15,30 che ha scoperto che la piccola non c'era, ha aspettato fino alla sera per chiamare i carabinieri.Ci sarebbe stato tutto il tempo per i sequestratori di caricarla su un furgone e portarla via. 



Non essendoci traccia di Kata nemmeno nelle riprese delle telecamere di accesso all'ex hotel, l'ipotesi è che chi l'ha rapita possa essersi dato alla fuga dal retro, ossia da via Monteverdi. Trattandosi di un punto dove non ci sono impianti di videosorveglianza, gli investigatori hanno deciso diprocedere per cerchi concentrici e acquisire le registrazioni di tutte le telecamere del quartiere di Novoli: l'obiettivo è scovare veicoli sospetti che possano essersi allontanati dall'Astor.



La pista prevalente è che il sequestro sia una ritorsione maturata nell'ambito del racket degli affitti delle stanze.Dentro il palazzo occupato lo scorso 19 settembre si consumava uno scontro tra due o tre fazioni: peruviani, ecuadoregni e romeni.Alcune settimane prima della sparizione, Kathrine Alvarez, Kata e l'altro figlio avevano subito un'aggressione e si erano dovuti rifugiare all'interno della loro camera.



Il rapimento della piccola non può essere passato inosservato a chi abitava nell'ex albergo. Chi sa, però,non parla per paura di ritorsioni. I carabinieri hanno interrogato decine di occupanti, ottenendo però scarsa collaborazione.Anche il padre della bimba non è considerato attendibile.Nonostante i suoi legali lo neghino, Miguel Angel Romero Chicclo sembra aver detto al pm Christine Von Borries che Kata è stata sequestrata per uno scambio di persona, ossia al posto di un'altra sua coetanea. E questo perché «la nostra famiglia non ha nemici», ha precisato.Il generale in congedo Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma e ora nominato consulente dei genitori della bimba, ha effettuato un sopralluogo all'Astor durato circa un'ora. «Ho esplorato tutte le vie di entrata e uscita. Visto lo sgombero che c'è stato e con le ricerche fatte dal Gis mi sembra abbastanza scontato che Kata sia stata sequestrata e portata via. Ma non chiedeteci cosa è successo, se è ancora viva, quale è stato lo scopo del suo rapimento. Sicuramente è stato premeditato».



La procura di Genova ha aperto un fascicolo, a carico di ignoti,per minaccia grave e violenza a pubblico ufficiale dopo il ritrovamento domenica sera di un pacco sospetto davanti alla casa del procuratore aggiunto della Dda Luca Tescaroli, che coordina le indagini su Kata e sui mandanti occulti delle stragi del 93-94.



I colleghi genovesi sono competenti per territorio per i reatiche riguardano i magistrati toscani. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso due uomini abbandonare la scatola con un pacco batterie per la ricarica di microcar elettriche da cui fuoriuscivano fili neri.



Ad oggi, le cose sono cambiate e sembra esserci una nuova pista che vede Kata e i suoi rapitori in Perù. La clamorosa novità sarebbe emersa durante uno dei mille interrogatori degli ultimi giorni. Ma restano gli interrogativi.



Gli inquirenti, in queste ore, starebbero concentrando tutti gli sforzi investigativi in questa direzione, anche se non sarà facile giungere a dama. E poter, finalmente, rivedere il sorriso raggiante sul volto di Kataleya. E della sua famiglia. 

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