lunedì 6 novembre 2023

Trapianto con un cuore incompatibile, neonato di 5 mesi salvato grazie a una nuova macchina


 


Ha cinque mesi e l'hanno salvato un trapianto di un cuore proveniente dalla Germania, seppure non compatibile come gruppo sanguigno, e un nuovo tipo di macchina cuore-polmone utilizzata per la prima volta in pediatria. 


Abbattendo così un altro ostacolo nell'utilizzo di organi salvavita. Si tratta di un bimbo di Torino, nato con una grave cardiopatia congenita, un cuore con un solo ventricolo, che non riusciva a funzionare correttamente.


L'équipe di cardiochirurgia pediatrica e delle cardiopatie congenite, diretta da Carlo Pace Napoleone, dell'ospedale Regina Margherita della Città della salute di Torino, ha tentato con due interventi di stabilizzare la situazione, che però alla fine è precipitata. A questo punto è stata utilizzata una nuova macchina per l'Ecmo (Extra-Corporeal Membrane Oxygenation), l'EcmoLife, che ha consentito al piccolo di sopravvivere fino all'arrivo di un cuore. La macchina ha permesso di tenere in vita il bimbo per otto giorni, finché è arrivato l'organo dalla Germania, accettato, vista l'emergenza, nonostante fosse di un gruppo sanguigno incompatibile. Tentare l'operazione in una situazione differente sarebbe stato impossibile ma il bambino ha meno di un anno e, dunque, un sistema immunitario meno sviluppato, che gli ha permesso di accettare il cuore, senza reagire all'incompatibilità, come invece avrebbe fatto quello di un adulto. L'intervento è durato circa otto ore ed è tecnicamente riuscito. Il paziente resta ricoverato nella terapia intensiva cardiochirurgica, afferente alla rianimazione pediatrica, diretta da Simona Quaglia.


La nuova macchina, l'EcmoLife, prodotta dalla ditta Eurosets di Medolla, in provincia di Modena, in grado di sostituire temporaneamente le funzioni del cuore e del polmone, si presenta come rivoluzionaria, in quanto dotata di un avanzatissimo sistema di monitoraggio che permette una continua verifica dell'efficacia del trattamento. È caratterizzata da una pompa centrifuga che riproduce la funzione meccanica del cuore, con un sistema che evita inoltre il generarsi di calore che danneggerebbe le cellule del sangue. Si tratta di un dispositivo all'avanguardia, progettato da un team di ingegneri italiani, destinato in anteprima alla cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita. Nel corso dell'anno sono stati eseguiti sette trapianti di cuore in questo ospedale, un dato in costante aumento, che pone il centro ai primi posti in Italia. La possibilità di sfruttare le sinergie garantite dalla presenza, all'interno del dipartimento di patologia e cura del bambino 'Regina Margherita', diretto dalla Franca Fagioli, di medici e di operatori sanitari competenti in tutte le specialità pediatriche, garantisce oltre al numero di trapianti anche qualità assistenziale, alla base dei risultati di sopravvivenza dei piccoli pazienti. 

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